root android

Il desiderio di ottenere un controllo totale sul proprio dispositivo ha portato molti utenti a sperimentare il processo di root Android. Questo procedimento, noto anche come “rootare Android”, è ora più semplice e sicuro che mai, grazie alla disponibilità di strumenti specifici. L’evoluzione tecnologica ha messo nelle mani degli utenti una serie di strumenti che hanno reso il processo di root del telefono un’operazione alla portata di tutti. Magisk rappresenta un esempio emblematico: è non solo potente, ma anche di semplice utilizzo. Immagina Magisk come una chiave universale: una volta inserita, ti permette di accedere a funzioni nascoste del tuo telefono, simile a come una chiave magica ti permetterebbe di accedere a stanze segrete in un castello.

Prima di poter utilizzare Magisk, ci sono alcune modifiche necessarie da apportare al tuo dispositivo. La principale riguarda l’installazione della TWRP custom recovery. Questa operazione può sembrare complessa, ma con l’ausilio degli strumenti ADB e Fastboot di Google, diventa un gioco da ragazzi. Non solo, TWRP ti offre una serie di funzionalità aggiuntive, come la capacità di installare facilmente ROM personalizzate, arricchendo così l’esperienza del root al tuo telefono Android.  Pensa a TWRP come a un sistema di navigazione avanzato per una nave: ti permette di esplorare acque sconosciute (ROM personalizzate) mantenendo sempre il controllo della rotta.

Prima di procedere con il il root di Android, è essenziale sbloccare il bootloader del telefono. Questa operazione varia da modello a modello, e purtroppo non rientra nell’ambito di questa guida. Tuttavia, è un passo fondamentale da non trascurare. Sbloccare il Bootloader di Android, la guida ufficiale

Guida al Root Android: Perché Scegliere Magisk

Nel vasto mondo del “rooting Android”, ci sono diverse applicazioni e metodi per “rootare Android”. Un confronto spesso fatto è tra SuperSu e Magisk. Entrambi sono potenti strumenti per ottenere i diritti di root sul tuo dispositivo Android, ma presentano differenze significative.

1. Cos’è Magisk e come si differenzia da SuperSu?

SuperSu è stata per molto tempo un’applicazione principale per il “root telefono”. Tuttavia, Magisk si distingue da SuperSu per una serie di motivi chiave. Immagina SuperSu e Magisk come due diversi tipi di chiavi. Entrambe aprono la stessa porta, ma la chiave di Magisk è più versatile e non lascia tracce visibili dell’apertura.

2. Il Root Systemless: La Rivoluzione di Magisk

A differenza di altri metodi su “come fare il root su Android”, Magisk adotta un approccio “systemless” al “root Android”. Questo significa che non modifica alcun file di sistema. Invece, modifica la partizione di avvio e lascia inalterati i file di sistema. Questo metodo di “rooting Android” offre vantaggi significativi, poiché mantiene l’integrità del sistema operativo, riducendo così i rischi di problemi di compatibilità o instabilità. Se il tuo dispositivo Android fosse un libro, molti metodi di rooting andrebbero a scrivere direttamente sulle pagine. Magisk, invece, inserisce semplicemente un segnalibro, garantendo che le pagine originali rimangano intatte.

3. Magisk Hide: L’Arma Segreta per Nascondere lo Stato di Root

Un altro vantaggio fondamentale di Magisk è Magisk Hide, una funzione che permette di “nascondere” lo stato di root ad alcune applicazioni. Questo è particolarmente utile quando si tratta di app come quelle di internet banking o Google Pay, che solitamente non funzionano su dispositivi rooted. Con Magisk Hide, puoi continuare ad utilizzare queste applicazioni in modo sicuro e senza impedimenti, anche dopo aver effettuato il “root Android”.

1. Installare ADB e Fastboot

L’operazione di rooting Android è un processo che permette agli utenti di ottenere un controllo totale sul proprio dispositivo. Tuttavia, per eseguire il root su Android, è fondamentale preparare il proprio computer installando gli strumenti adeguati.

Installazione degli Strumenti di Sviluppo di Google

Prima di procedere, per portare a termine l’operazione di rootare Android, è essenziale installare gli strumenti per sviluppatori offerti da Google sul proprio PC. Un suggerimento per gli utenti: l’intero processo risulta più semplice su Linux. Se si dispone di un computer Linux, potrebbe essere la scelta ideale. Ma non temere, eseguire questa operazione su Windows rimane assolutamente fattibile.

Windows

  1. Iniziate scaricando l’ultima versione degli Android SDK Platform Tools.
  2. Una volta scaricati, estrai i file in una cartella in cui sia agevole lavorarci.Se hai scaricato gli strumenti sul desktop, potresti creare una cartella denominata “Android_Tools” e estrarre i file lì.
  3. Avvia l’Esplora File di Windows, naviga alla cartella dove hai estratto gli strumenti Android e fai clic con il tasto destro in uno spazio bianco della cartella. Nel menu a discesa che appare, seleziona “Apri finestra di comando”. Da questo momento, potrai utilizzare i file eseguibili contenuti nella cartella direttamente da quella finestra di comando.

Linux

Per coloro che utilizzano distribuzioni Linux più diffuse, come Ubuntu, il processo è decisamente lineare.

  1. Installate semplicemente gli strumenti necessari usando il gestore pacchetti Apt con il seguente comando:sudo apt install adb fastboot

2. Installare Recovery TWRP Android

Il processo di “rooting Android” è un metodo per ottenere l’accesso completo e l’autorità sul sistema operativo del tuo dispositivo Android. Questo ti consente di sfruttare appieno le capacità del tuo smartphone. Prima di proseguire, è fondamentale assicurarsi di seguire ogni passaggio con attenzione.

1. Scaricare TWRP

Per cominciare con il processo su “come fare il root su Android”, bisogna procurarsi la versione più recente di TWRP per il proprio dispositivo. Si raccomanda di scaricare sempre l’ultima release per garantire la compatibilità e la sicurezza. Supponiamo che tu abbia un Samsung Galaxy S10. Dovrai cercare sul web “TWRP Samsung Galaxy S10” e scaricare la versione più recente da un sito affidabile. Se utilizzi un sistema Windows, sposta il file scaricato nella cartella in cui hai salvato i tuoi strumenti Android.

2. Abilitare le opzioni sviluppatore

Ora, prendi il tuo dispositivo e attiva le “opzioni sviluppatore”. Dopo aver fatto ciò, rientra nel menu delle impostazioni. Qui, dovresti ora vedere le “opzioni sviluppatore”. Aprile e cerca la sezione denominata “Debugging”. A seconda del dispositivo, la terminologia potrebbe variare. A volte potrebbe essere etichettato come “Android debugging”, altre volte come “USB debugging”. Assicurati di abilitare questa opzione.

3. Connessione al computer

Collega il tuo “telefono Android” al computer tramite un cavo USB. Ora, apri la finestra del prompt dei comandi dove hai i tuoi strumenti Android e digita il seguente comando per preparare il dispositivo al “rooting Android”:adb reboot bootloader

Potrebbe apparire una richiesta sul tuo dispositivo chiedendoti di consentire nuovamente il debugging USB. Conferma l’azione. In seguito, il dispositivo si riavvierà nel suo bootloader. A questo punto, è possibile flashare l’immagine TWRP. Utilizza il nome esatto del file immagine che hai scaricato. Per esempio:fastboot flash recovery twrp-X.X.X.XXX.img

Una volta completato, riavvia il dispositivo con:fastboot reboot recovery

Il tuo dispositivo si riavvierà ora in modalità TWRP, avvicinandoti al completamento del processo su “come rootare Android”.

3. Installare Magisk

Per iniziare il processo di rootare Android, è fondamentale assicurarsi di avere tutto ciò che serve sul proprio computer. Scarica l’ultima versione rilasciata di Magisk. Ricorda di non decomprimerlo. Se stai utilizzando un sistema operativo Windows, consiglio di trasferire il file scaricato nella cartella degli strumenti Android, rendendo così più facile l’accesso in seguito. Questo passo è fondamentale se desideri procedere correttamente con il rooting Android.

Immagina di avere una serie di ingredienti per una ricetta. Prima di iniziare a cucinare, vuoi avere tutti gli ingredienti a portata di mano. Lo stesso concetto si applica qui.

Trasferimento del File Magisk

Dopo aver preparato il tuo computer, è il momento di spostare il file Magisk sul tuo dispositivo Android. Per fare ciò, torna alla finestra del prompt dei comandi e trasferisci il file .zip di Magisk al dispositivo Android. Quando esegui questa operazione, ricorda sempre di utilizzare la versione effettiva del pacchetto:adb push magisk-vXX.X.zip

Installazione tramite il tuo dispositivo Android

Una volta trasferito il file, prendi il tuo dispositivo e seleziona l’opzione per installare da un file .zip. Cerca e localizza il file Magisk che hai appena trasferito. Ora, utilizza TWRP per eseguire il flash del .zip. Questa procedura è un passaggio essenziale per fare il root su Android.

Riavvio e verifica

Dopo aver completato l’installazione, riavvia il tuo telefono Android. Questa volta, consenti al dispositivo di avviarsi normalmente in modalità Android. Una volta avviato, apri l’elenco delle tue applicazioni. Dovresti ora vedere l’app Magisk Manager. Questo indica che Magisk è stato installato correttamente sul tuo sistema, consentendoti di elevarsi ai privilegi delle app per effettuare il root del telefono.

Pensalo come installare un nuovo software sul tuo computer. Una volta completata l’installazione, dovresti vedere l’icona del software sul desktop, pronta per essere utilizzata.

Complimenti! Hai appena completato e soprattutto capito come rootare Android utilizzando Magisk. Ora sei pronto a sfruttare al massimo le potenzialità del tuo dispositivo.

FAQ: Rootare il Tuo Dispositivo Android: Domande Frequenti

  1. Che cosa significa “rootare” un dispositivo Android?
    • Rootare un dispositivo Android significa ottenere l’accesso root, ovvero i privilegi amministrativi, sul sistema operativo. Questo ti permette di effettuare modifiche a livello di sistema che normalmente non sarebbero possibili.
  2. Quali sono i vantaggi di rootare il mio dispositivo?
    • Ci sono vari vantaggi:
      • Rimozione di bloatware (applicazioni preinstallate indesiderate).
      • Personalizzazione avanzata dell’interfaccia utente.
      • Installazione di app che richiedono permessi di root.
      • Potenziale miglioramento delle prestazioni e dell’autonomia della batteria.
      • Possibilità di installare ROM personalizzate.
  3. Ci sono rischi nel rootare il mio dispositivo?
    • Sì, ci sono alcuni rischi:
      • Invalidare la garanzia del dispositivo.
      • Potenziale brick (ossia, rendere il dispositivo inutilizzabile) se il processo non viene eseguito correttamente.
      • Esposizione a minacce di sicurezza se non si gestiscono correttamente i permessi di root.
  4. Rootare il dispositivo cancellerà i miei dati?
    • Il processo di root in sé non dovrebbe cancellare i dati, ma è sempre consigliabile eseguire un backup completo prima di procedere. Alcuni metodi o strumenti potrebbero richiedere un ripristino completo, quindi leggi sempre le istruzioni con attenzione.
  5. Come posso rootare il mio dispositivo Android?
    • Il metodo esatto varia a seconda del modello e della versione del dispositivo. Di solito, si utilizza un software specifico o una combinazione di applicazioni e comandi. È importante cercare una guida specifica per il tuo modello e seguire attentamente ogni passo.
  6. Dopo aver rootato il mio dispositivo, come posso sapere se è stato fatto correttamente?
    • Ci sono molte applicazioni disponibili sul Play Store, come “Root Checker”, che ti permettono di verificare se il tuo dispositivo è stato rootato correttamente.
  7. Se cambio idea, posso “derootare” il mio dispositivo?
    • Sì, è possibile “derootare” il tuo dispositivo. Il processo esatto dipende dal metodo utilizzato per rootare, ma in molti casi, le applicazioni utilizzate per il root offrono anche un’opzione per rimuovere il root.

Ricorda sempre di fare ricerche approfondite e di utilizzare fonti affidabili quando decidi di rootare il tuo dispositivo. È un processo che richiede attenzione e cautela.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.