Come funzionano le app di tracciamento e dove vanno i nostri dati

Come funzionano le app di tracciamento e dove vanno i nostri dati

Come funzionano le app di tracciamento e dove vanno i nostri dati. È finalmente disponibile la tanto discussa app Immuni ed è già in cima alle classifiche delle app più scaricate in Italia. Da quando l’epidemia di Covid ci ha travolti, si è discusso molto della possibilità di attivare dei tracciamenti attraverso gli smartphone per contenere i contagi.


Naturalmente in tutti gli stati Europei, dove vige una forte tutela della privacy è impossibile adottare delle misure a modello Cinese ad esempio, ed è per questo che sono state trovate soluzioni alternative, come Immuni che

Il funzionamento

Come avrete già sentito, Immuni non funziona attraverso un tracciamento satellitare come può essere il GPS di Maps, ma attraverso la tecnologia Bluetooth. L’app inoltre non conserva informazioni personali come nome, data di nascita, indirizzo e nemmeno l’identità delle altre persone.

Immuni, quando viene installata accede solo al Bluetooth e dopodiché genera un codice identificativo del nostro dispositivo – crittografandolo – quando entra in contatto con un altro smartphone su cui è installata l’app. ogni codice ID e ogni contatto inviato al server centrale vinee crittografato e reso accessibile solo nel caso di un effettivo contagio registrato dalle autorità sanitarie.



Un funzionamento ben diverso rispetto alle app utilizzate in Cina, dove i cittadini vengono monitorati con i dati personali e possono accedere ai luoghi pubblici attraverso QR code specifici di colore diverso in base al rischio di esposizione.

Ed un funzionamento più sicuro, in quanto il Bluetooth può essere difficilmente hackerate. Queste app di tracciamento dei contatti entreranno presto in vigore in tutto il mondo, in modo diverso e sviluppate da società diverse. Persino Apple e Google si sono unite per creare una loro versione dell’app di tracciamento da usare probabilmente negli Stati Uniti e in Regno Unito.

Ma come ha rivelato un sondaggio condotto da ExpressVPN, l’84% dei cittadini americani pensa che il governo potrebbe approfittare di queste app per conservare i dati utenti e ben il 79% pensa che anche le compagnie tecnologiche faranno lo stesso.

I dati raccolti

Ogni volta che installiamo un’app sul nostro dispositivo diamo il consenso ad utilizzare alcuni dati e funzioni del telefono, compreso registratore, posizione e contatti.



Molte di queste autorizzazioni servono al funzionamento dell’app stessa mentre molte altre sono solo complementari e forniscono un profilo più completo della nostra identità digitale. Alcune app poi, ritenute non sicure e affidabili, vendono questi pacchetti di dati a società terze, solitamente a scopo pubblicitario.

Come funzionano le app di tracciamento: conclusione

I nostri dati dunque sono in pericolo? Non proprio, se sappiamo cosa scarichiamo e se stiamo attenti a cosa condividiamo in rete. Per questo la cybersecurity diventa sempre più importante anche su mobile: abbiamo antivirus e anti malware disponibili per smartphone così come reti VPN, e soprattutto gli utenti sono sempre più consapevoli dei loro diritti sul web, cosa che fa ben sperare per ottenere un ambiente online più sicuro.

Commenta per primo

Lascia un commento