Contratti digitali, la guida

By | Novembre 19, 2020

Il contratto digitale è un accordo, anche conosciuto col nome di contratto telematico, che trova la sua ragion d’essere nel perfezionamento a distanza. Detto gergalmente contratto online, nasce per rispondere alle esigenze sorte in seno allo sviluppo del web e della comunicazione. Al giorno d’oggi, infatti, sono molte le imprese che decidono di affidarsi a società che si occupano di servizi legali per aziende, spesso anche per questioni legate ed inerenti i contratti digitali.

Gli accordi infatti ormai vengono conclusi in forma elettronica per la maggior parte dei casi, per cui si necessitava di un negozio giuridico in grado di seguire il progresso evolutivo sociale.

Grazie al contratto telematico, i contraenti non sono obbligati a vedersi per firmare il contratto, dal momento che come vedremo, il contenuto dello stesso si perfeziona attraverso forme differenti (come la firma apposta digitalmente).

La fattispecie giuridica

Innanzitutto quando si stipula un contratto, non è importante che le parti coinvolte siano per forza persone fisiche o persone giuridiche. Basta avere la capacità di agire per poter concludere un accordo via web che abbia efficacia legale. Non si tratta di un negozio giuridico previsto dal codice civile, per cui la sua fattispecie viene ricondotta al principio dell’autonomia di negoziazione.

Fin qui tutto normale, se non fosse che bisogna dimostrare autenticità, integrità e titolarità del documento, per far sì che l’accordo possa dirsi concluso. E questo avviene per mezzo della cosiddetta firma digitale.

La firma

Trattandosi di una particolare figura contrattuale, affinché il suo contenuto sia valido ad ogni effetto di legge, il contratto digitale deve possedere una firma. Essendo questo un negozio giuridico che si perfeziona a distanza, occorre autenticare il suo contenuto attraverso la cosiddetta firma digitale, disciplinata dal CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), entrato in vigore nel 2005.

È l’articolo 21 del CAD a stabilire la validità di un documento firmato digitalmente, riconosciuto autentico a meno che non ci sia querela di falso. Sintetizzando la firma digitale ha validità legale al pari della firma autografa. Solo che viene apposta su un documento elettronico, di cui attesterà veridicità, autenticità e paternità di chi mette la firma.


È doveroso evidenziare che Firma elettronica e firma digitale non sono sinonimi. Il CAD distingue le due figure e parla di firma digitale per descrivere un particolare tipo di firma qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare di firma elettronica tramite la chiave privata e a un soggetto terzo tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.

La firma elettronica invece è l’insieme dei dati in forma elettronica, che si usano come strumento di identificazione informatica. Quindi può rientrare anche il flag sull’accettazione dei termini e condizioni nell’e-commerce. È la tipologia di firma più debole in senso giuridico perché non garantisce l’autenticità della sottoscrizione.

Le clausole vessatorie

Molto complessa è la portata di questo tipo di contratto, atteso che molti dubbi attanagliano la giurisprudenza circa l’eventuale presenza delle clausole vessatorie.

Queste ultime di solito, per essere valide, necessitano della presenza di una doppia firma, in quanto il loro è un contenuto limitativo della libertà di una delle parti. In assenza della seconda firma, la clausola non ha valore, almeno secondo i dettami del codice civile.

Questo vuol dire che le vessatorie non possono essere incluse in un contratto digitale? La giurisprudenza a riguardo assume tre posizioni diverse.

Secondo una prima interpretazione giurisprudenziale, il solo consenso rilasciato, ad esempio in un contratto di acquisto, può essere considerato al pari di una seconda firma. L’aver accettato determinate condizioni poste dall’altra parte nel contratto basta per considerare valide le clausole vessatorie.

Sebbene possa sembrare questa una soluzione valida, pare comunque faccia acqua da tutti i ponti in caso di causa legale, dal momento che senza il consenso salvato non c’è dimostrazione di accettazione dei termini e condizioni.

Una seconda interpretazione ritiene invece che basta inserire nei termini e condizioni la dicitura ”vengono espressamente accettate le clausole…” per far sì che le vessatorie abbiano valore. Un’ultima strada percorsa dalla giurisprudenza infine prevede che le clausole vessatorie vadano espressamente accettate in base alla normativa del codice civile.

La sottoscrizione deve avvenire attraverso la firma digitale specifica su ogni clausola vessatoria del contratto digitale.  La maggior parte delle sentenze ad oggi avalla la terza versione, ovvero quella per cui la firma digitale deve essere apposta ad ogni clausola vessatoria.

I soggetti che possono utilizzare un contratto digitale

Per quanto riguarda i soggetti che possono usufruire dei contratti firmati digitalmente, come già detto non importa che si tratti di persona fisica o persona giuridica. Anzi, sarebbe buona abitudine, vista l’importanza che la tecnologia ha assunto nel quotidiano, che ogni azienda imparasse a stare al passo coi tempi, dotandosi di dispositivi che permettano di apporre una firma digitale nei contratti.

Conclusioni

A ben dire, stiamo oggi vivendo un contesto di vita in cui anche i tradizionali negozi giuridici finora impiegati e previsti dal nostro ordinamento meritano di essere rivisitati e aggiornati.

Per questo, l’uso del contratto digitale prenderà sempre più piede, così come i rapporti lavorativi che si svolgono a distanza. Un esempio banale e che interessa spesso tutti i noi sono i contratti telematici con le aziende telefoniche e che forniscono servizi ADSL e internet, o ancora quando acquistiamo online abbonamenti a riviste o alla squadra di calcio del cuore… ognuno di essi prevede un contratto da firmare “virtualmente” a distanza.

Di pari passi all’uso del contratto digitale, anche la firma elettronica deve diventare un valido strumento sostitutivo, attraverso cui concludere accordi e transazioni digitali in totale sicurezza. E di certo non sarà il problema delle clausole vessatorie a frenare il progresso dei contratti telematici, che presto o tardi entreranno a far parte del nostro codice civile.

Author: Presi Fulvio

Mi piacciono gli smartphone, computer e videogiochi. Come hobby scrivo per GuideSmartPhone articoli basati principalmente sulla tecnologia. Spero di esservi stato d'aiuto!