Corpus Christi: mini recensione

By | Ottobre 12, 2020
Corpus Christi

Corpus Christi è un dramma polacco basato su eventi reali, diretto da Jan Kasamas. Lo sceneggiatore di questo film, Mateusz Pacewicz, fa l’adattamento cinematografico di un racconto che ha pubblicato anni fa per un quotidiano polacco. Raccontava la storia di un giovane che si era presentato come prete, in una piccola parrocchia in Polonia. Il film è interpretato da Bartosz Bielenia, Aleksandra Konieczna, Eliza Rycembel e Tomasz Zietek.

Corpus Christi: la trama

‘Corpus Christi’ racconta la storia di Daniel, un giovane di 20 anni, che vivrà una profonda trasformazione spirituale mentre vive in un centro di detenzione minorile. Sulla scia di questo drastico cambiamento, deciderà che il suo obiettivo nella vita è diventare prete.

Ovviamente, questo sogno è assolutamente impossibile a causa della tua fedina penale. Tuttavia, pronto a tutto per raggiungere questo obiettivo, quando viene mandato a lavorare in una falegnameria di un piccolo paese, all’arrivo si vestirà da prete e così subentrerà accidentalmente nella piccola parrocchia locale.

L’arrivo del giovane e carismatico falso predicatore è un’occasione d’oro per la comunità locale per iniziare finalmente il processo di guarigione e riconversione dopo una terribile tragedia avvenuta proprio lì.

Il film, del regista polacco Jan Komasa, Si trova nel genere drammatico ed è stato ben accettato dalla critica. In questo modo, non solo è stato selezionato come film candidato dalla Polonia per il miglior film internazionale agli Oscar, ma è riuscito a intrufolarsi nella rosa dei candidati dell’Accademia, riconoscendolo così inaspettatamente come uno dei migliori film dell’anno in tutto il mondo.

Corpus Christi: mini recensione

Corpus Christi ci mostra il risveglio spirituale di padre Daniel e la Via Crucis attraverso la quale deve passare per redimersi dai suoi peccati.

All’inizio vediamo come Daniele, dopo aver lasciato il riformatorio in cui è stato rinchiuso per tanto tempo, anela a trovare la sua strada nella vita.


Il protagonista crede di aver trovato nella fede uno scopo che lo fa diventare un uomo libero. Per questo, appena uscito dal riformatorio, ha espresso il desiderio di diventare sacerdote per servire in qualche modo Dio, ma questa opportunità gli è stata negata.

Dopo un malinteso, il personaggio di Daniel riesce a realizzare il suo sogno di diventare prete, quando viene scambiato per il prete di una piccola città. Il protagonista sostiene questa farsa, poiché altrimenti sarebbe considerato una feccia dalla società.

Uno degli aspetti più interessanti del film è il viaggio spirituale che il protagonista intraprende attraverso la sua fede. Dopo essere diventato un sacerdote, Daniel è sopraffatto da così tante responsabilità che gli vengono attribuite.

Gli manca tutta l’esperienza e la conoscenza teologica, quindi decide di aggrapparsi semplicemente al suo amore per Dio. Daniel non segue le procedure convenzionali che governano la Chiesa cattolica, ma si basa su un suo modo di concepire la fede, libero da ogni dogma.

Attraverso la fede del nostro protagonista, arriviamo a capire che non esiste un unico percorso verso Dio, ma che ognuno di noi deve trovare la propria strada per connettersi con la propria parte spirituale.

Il film rompe con tutto il dogmatismo così radicato nella Chiesa cattolica, che si basa in gran parte sulla paura che instilla nei suoi fedeli.

 

Grande pubblico, pochi credenti

Corpus Christi indaga anche sulle contraddizioni che esistono nella fede cattolica. La maggior parte dei fedeli che partecipano alla messa in questa parrocchia ogni domenica, lo fanno per mantenere un’apparenza davanti agli altri, o perché è diventata un’abitudine che deve essere osservata.

Queste contraddizioni, così palpabili nell’attuale cattolicesimo, vengono portate alla ribalta, lasciando una profonda riflessione per lo spettatore, se predichiamo davvero con ciò che diciamo di essere come individui, oppure no.

Il perdono è un fattore chiave in tutto il film, presentato a noi come l’unica via per la redenzione umana. La maggior parte dei fedeli che compaiono non sono in grado di perdonare un tragico evento avvenuto nel villaggio.

È come se il film avesse messo in onda una domanda: fino a che punto saremmo in grado di arrivare a causa delle nostre convinzioni religiose. Il film finge sempre di essere scomodo, perché parla con totale onestà di un argomento molto delicato, come la fede di ciascuno.

Se qualcuno si considera un credente e segue i passi che presumibilmente ci portano a Dio, saremmo in grado di perdonare, indipendentemente dal grado di danno che una persona ci fa? Potremmo perdonare qualcuno che ha ucciso una persona cara?

A un certo punto del film, il personaggio di Daniel tiene in mano un’eucaristia, dove dice alcune belle parole sul perdono. In quella scena, sostiene che non c’è modo migliore di amare gli altri di quello che nasce dal perdono.

A causa del suo passato, è molto consapevole che odiare è una cosa facile per chiunque, ma perdonare, nonostante il tuo cuore sia spezzato, è la massima espressione di amore che può esistere, secondo il protagonista.

Corpus Christi è un film che riflette su diverse questioni di fede in un modo mai visto prima al cinema. Il film si distingue per il suo personaggio principale, ma anche il resto del cast fa un lavoro immenso.

È un film che ricorda, a causa della trama sottostante, film come “La primavera della fanciulla” di Bergman. Il messaggio di fondo è lo stesso, solo che invece di essere ambientato nella Svezia del XIV secolo, è ambientato nella Polonia di oggi.

Senza dubbio, è un film che vale la pena guardare, che non solo sarà assorbente per la sua trama, ma ti farà anche riflettere. Il film affronta questioni che ci riguardano tutti allo stesso modo, che siamo credenti o no.

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Author: Presi Fulvio

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