MIGLIORI TABLET A FEBBRAIO 2014

By | Agosto 5, 2019

MIGLIORI TABLET A FEBBRAIO 2014

Scopri quali tablet comprare nel 2014 con i nostri consigli. Per aiutarvi a prendere una decisione, abbiamo raggruppato insieme il meglio sul mercato e li abbiamo riassunti qui di seguito:



Nokia Lumia 2520

Nokia Lumia 2520 è il primo tablet realizzato dal produttore finlandese. Dopo aver passato in rassegna le opinioni suscitate dai primi fortunati giornalisti di settore che hanno avuto modo di testarlo, ecco spuntare in Rete le recensioni vere e proprie. Il dispositivo è stato messo alla prova dalle redazioni delle testate specializzate internazionali, che ne hanno analizzato ogni singolo aspetto.

In generale i responsi sono concordi nel definire il prodotto come ben realizzato, sia dal punto di vista costruttivo (leggero e maneggevole) che per quanto riguarda la qualità del display(risoluzione Full HD). Anche la batteria capace di garantire un’autonomia elevata e l’ottima fotocamera posizionata sul retro della scocca contribuiscono a un giudizio nel suo complesso positivo. A fianco di tanti pro ci sono però anche alcuni contro: in molti non hanno gradito la scelta di puntare su Windows RT (nella sua versione 8.1), così come quella di non proporre un’edizione più economica con il solo modulo WiFi per la connettività. Inoltre, la superficie della cover sembra essere un po’ troppo sensibile ai segni dell’usura e la tastiera fisica risulta poco comoda per chi desidera effettuare l’editing dei testi in mobilità, soprattutto se confrontata con quella di Surface 2.

Va poi considerata la dotazione software e, da questo punto di vista, la presenza della suiteMicrosoft Office rappresenta senza dubbio un valore aggiunto. Chi cerca un tablet Windows condisplay da 10,1 pollici può dunque considerare l’acquisto del Nokia Lumia 2520, investendo in un dispositivo che saprà garantire una buona longevità e prestazioni il linea con le alternative di fascia alta presenti sul mercato: processore quad core Qualcomm Snapdragon 800 da 2,2 GHz , 2 GB di RAM, 32 GB di memoria interna, slot per la lettura di schede microSD fino a 32 GB, fotocamera da 6,7 megapixel con ottica Zeiss e batteria da 8.000 mAh.

iPad Air

Elegante, sottile, leggero. Un peso piuma, insomma. Cosa strana per un tablet estremamente potente. Ma la cosa fa molto piacere. Non nascondiamo un po’ di timore nell’avvicinarsi all’iPad Air, abbiamo quasi paura di toccarlo, che si rompa al minimo contatto, ma è solo un timore illogico e ingiustificato. iPad Air è anche resistente. 240 millimetri di altezza, 169,5 mm di larghezza, solamente 7,5 mm di spessore, per un peso effettivo di 469 grammi per la versione WiFi, 9 grammi in meno rispetto alla versione Cellular. Solido e sottilissimo, iPad Air si distingue per un design lavorato fin nei minimi dettagli, che presenta angoli e spigoli smussati e che sotto certi aspetti ricorda iPad Mini. Tutte queste caratteristiche rendono iPad Air eccellente sotto l’aspetto ergonomico: si può afferrare anche con una mano sola, ma se non volete avere brividi sulla schiena ogni 5 minuti o se siete maldestri, vi consigliamo di usare anche l’altra mano. Ottimo per lavorare e per giocare, iPad Air si tiene che è una bellezza.

Il display rappresenta uno dei principali punti di forza dell’iPad Air: infatti ci troviamo di fronte a uno schermo da 9.7 pollici con risoluzione 2048×1536 pixel (264ppi), con tecnologia IGZO di Sharp Display, fattore determinante nel ridurre dimensioni e peso del tablet, ma anche nell’ottimizzare la luminosità del display e soprattutto nel risparmio del consumo energetico. La leggibilità è infatti consentita in ogni condizione di luce e gli angoli di visione sono ottimi: ciò fa sì che, pur inclinandolo, possiamo continuare a guardare il display come se lo avessimo davanti agli occhi. L’idea è più o meno questa ed esemplifica alla perfezione quello che significa fruire a 360° di tutto ciò che appare sul display: dai libri ai film, dai giochi ai documenti. Semplicemente totale.



Il cuore è più o meno lo stesso dell’iPhone 5S, decisamente più potente rispetto all’iPad della precedente generazione. Ci troviamo infatti davanti a un chip A7 con architettura a 64-bit (il doppio del precedente tablet Apple), ovvero un processore dual core da 1.4 GHz con GPU Power VRG6430, coadiuvato dal coprocessore di movimento M7 in grado di gestire il comparto relativo alla localizzazione, con 1 GB di RAM e memoria interna da 16 a 128 GB. Il tutto è molto fluido e performante e permette anche a iOS 7 di funzionare al meglio. Un eccessivo utilizzo multitasking è sconsigliato, poiché iPad Air potrebbe incappare in alcuni rallentamenti, ma per il resto ci si muove con agilità e rapidità e tutto sembra funzionare come dovrebbe. La sinergia tra chip A7 e coprocessore M7 è un meccanismo perfetto.

Non è tutto oro quel che luccica e infatti abbiamo raggiunto il punto negativo di questo iPad Air. Sia chiaro: non che la qualità delle immagini sia scarsa, anzi; per una fotocamera da 5 megapixel risulta molto buona, ma la verità è che ci si aspettava un miglioramento che non c’è stato rispetto all’iPad della generazione precedente.

iPad Air presenta una fotocamera posteriore da 5 megapixel con sensore BSI e possibilità di registrare video Full HD a 1080p, e una fotocamera anteriore da 1.2 megapixel, con possibilità di registrare video HD a 720p. La qualità della fotocamera è decisamente potenziata dal comparto software che, con le numerose applicazioni, consentono di avere foto e video di buonissima qualità. Tranne che per quelle foto scattate in condizioni di scarsa luminosità.

Pochissimi lag e bug: iOS 7 è quel che è, può piacere e può non piacere, ma da quello che abbiamo visto sembra che su iPad Air giri grazie alla sinergia con il comparto hardware. Più fluido che fastidioso, soprattutto nella navigazione web su Safari, vittima di un ottimo restyling grazie alla nuova versione dell’OS Apple. Diverse le applicazioni presenti, che poi sono quelle di Apple, mentre ottime risultano quelle relative alla produttività (stiamo quindi parlando di iWorks) e alla multimedialità (iLife). Nel complesso il meccanismo software risulta completo, ma un po’ lontano dalla perfezione. Ciò non sminuisce affatto la potenza e la velocità del nuovo iPad Air.

Nulla di nuovo sul fronte dell’autonomia, se non per una inspiegabile riduzione di Wh rispetto all’iPad 4: nell’iPad Air, infatti, la batteria è da soli 32,9 Wh, ovvero 9,6 Wh in meno rispetto all’iPad della precedente generazione. Nonostante questo l’autonomia non registra nulla di nuovo: se navigate costantemente sul web soprattutto su pagine pesanti avrete circa 60-75 minuti di autonomia, mentre la visione multimediale consente circa 4-5 ore di visione, più o meno lo stesso lasso di tempo se decidete di passare un intero pomeriggio a giocare. Un utilizzo basso dell’iPad Air, invece, lo porta fino a 1 giornata intera di autonomia: un utilizzo medio (ovvero, un utilizzo normale) lo porta a 10-12 ore prima dell’esaurimento. Nulla di nuovo, insomma.  Quindi sì, iPad Air è un investimento. Un ottimo investimento. A noi, insomma, è piaciuto molto.

Kindle Fire HDX 8.9in

Amazon ha studiato davvero bene l’ergonomia quando ha progettato il Kindle Fire HDX, e lo si nota dai piccoli dettagli. Il design è cambiato rispetto alla passata generazione, e la cosa che più colpisce è il peso piuma. Con il suo cabinet in magnesio sottilissimo, il Kindle Fire HDX da 8.9” pesa il 20% in meno di un iPad Air, e la riduzione di peso è ancora più consistente (35%) se si prende come metro di paragone il modello dello scorso anno. Tenere in mano il nuovo Fire non è molto diverso dal tenere in mano un ebook della serie Kindle: si può afferrare con una mano per la cornice e tenerlo in posizione di lettura per parecchio tempo senza affaticarsi.

Il grip è buono, la facilità di presa anche grazie alla cornice abbondante; lo chassis posteriore è dotato di una finitura soft piacevole al tatto e abbastanza resistente alle impronte, finitura che nasconde il frame in magnesio. Sotto il profilo del design la particolarità del nuovo HDX è data anche dalle linee tracciate dai designer: visto da dietro, con la protusione nella parte superiore per fotocamera e flash e con la striscia in plastica che nasconde gli speaker, il Fire HDX ricorda per certi versi un aereo militare invisibile.

Amazon ha rivoluzionato anche la disposizione dei tasti: volume e accensione sono posizionati sul retro a portata di indice. Il gioco funziona a meraviglia se teniamo il tablet in modalità landscape, ma se lo orientiamo in modalità di lettura, volume e accensione risultano abbastanza scomodi. Il trucco però c’è: utilizzando la custodia che accende il tablet, si evita di dover tutte le volte cercare il tasto di sblocco.

La custodia è un po’ croce e delizia di questo tablet: curata nei particolari, robusta, piegabile per poter posizionare il tablet su un tavolo in posizione di lettura ma anche incredibilmente pesante. Senza esagerare, sembra quasi che la custodia pesi più del tablet, e insieme tablet più custodia facciano perdere tutto il vantaggio che il peso piuma di HDX offriva in termini di praticità e confort. La custodia è stata comunque studiata davvero bene: l’aggancio al tablet è magnetico, i tasti sono riportati sul retro e, soprattutto, facendo slittare il tablet verso l’alto con i pollici si estraggono camera e speaker attivando l’applicazione per lo scatto delle foto. Il peso, tuttavia, resta un problema. Mai visto uno schermo così bello su un tablet

All’accensione, non si può non rimanere impressionati dall’eccellente schermo utilizzato dal Kindle HDX. Amazon aveva già fatto un ottimo lavoro lo scorso anno ma quest’anno ha migliorato ulteriormente: in una diagonale da 8.9” è riuscita a inserire un pannello LCD da 2560 x 1600 pixel, 339 dpi di risoluzione per un’immagine compatta che sembra quasi una fotografia a sublimazione. Ma non è tanto la risoluzione a stupire quanto la qualità stessa: la resa cromatica è impeccabile, le foto vengono riprodotte con una fedeltà e un dettaglio superlativo e la stessa cosa si può dire per neri e basse luci. Il display del Kindle Fire HDX non sembra avere punti deboli, dall’angolo di visione alla brillantezza anche in condizioni difficili: non ricordiamo di aver trovato su un tablet uno schermo che possa competere con questo.

Quello dell’iPad Air ci si avvicina molto, ma il Kindle Fire HDX ha qualcosa in più, probabilmente dovuto all’assenza di gap tra schermo e touch (gap che invece penalizza l’Air). Volendo essere pignoli un piccolo difetto questo schermo ce l’ha: l’elevata risoluzione è davvero difficile da gestire, e sfogliando una pagina web lunga si nota un leggerissimo effetto “wobbling”, ovvero le righe di testo al posto di stare dritte si piegano leggermente nel verso di scorrimento. Questo problema è presente anche in molti altri schermi hi-res, ma forse sul Kindle Fire è un po’ più marcato.

Di fianco allo schermo, per completare l’experience, segnaliamo anche la presenza di due speaker posteriori che non solo riescono a generare una buona pressione sonora ma lo fanno anche senza apprezzabili distorsioni. Chi sta cercando un tablet da usare anche come media player per vedere filmati e ascoltare musica dovrebbe davvero considerare il Fire HDX ponendolo in cima alla lista delle preferenze. Amazon ha lavorato molto sotto il profilo hardware, e per gestire al meglio il suo schermo “super” ha pensato di dotare il Fire HDX di un SoC Snapdragon 800. Una scelta quasi obbligata, anche perché Android si sta evolvendo sempre di più sotto l’egida di Qualcomm e Mediatek: uscire da questo binomio potrebbe davvero essere problematico. Oltre allo Snapdragon 800, sotto la scocca troviamo una connettività Wi-fi con doppia antenna (niente LTE), 2 GB di RAM, una memoria per le apps da 16 GB e una coppia di fotocamere, la classica frontale per Skype e la posteriore da 8 megapixel con flash LED per scatti e realtà aumentata. Quest’ultima non è la fotocamera di uno smartphone recente, ma da il suo dignitoso lavoro.

Manca il modulo GPS interno, elemento questo che per molti utenti potrebbe essere importante. Una nota infine per quanto riguarda la memoria: per molti la capacità è importante, soprattutto nel caso, come questo, dove manca uno slot microSD per l’espansione, tuttavia Amazon vuole spingere moltissimo sul cloud e il Kindle Fire HDX è forse l’unico tablet dove questo concetto “cloud / device” è implementato così radicalmente nel sistema operativo che verrà abbastanza facile sfruttarlo. In ogni caso consigliamo di investire sulla versione con capacità superiore: la nostra versione ha circa 11 GB di spazio libero su 16GB di base, e 11 GB per un tablet come questo (impostato sui contenuti) non sono molti. Passando all’autonomia, anche qui Amazon ha fatto un lavoro eccelso: leggendo libri e guardando filmati abbiamo passato senza problemi le 14 ore di autonomia, e probabilmente senza i filmati si sale anche a 18 ore. Un po’ meno se si gioca, ma difficile davvero scendere sotto le 10 ore.

Un appunto infine per quanto riguarda la connettività: c’è solo la porta micro USB (e questa volta Amazon ha inserito nella scatola il caricabatterie) ed è sparito l’HDMI. Probabilmente pochi collegano il tablet alla TV, ma questa possibilità spesso è utile. Amazon ha inserito almeno la connessione Miracast, ma non è certo la stessa cosa, anche perché la gamma di TV Miracast si riduce ai modelli dell’ultimo anno e di fascia alta. Metà sistema operativo metà negozio Amazon ha migliorato ulteriormente il suo sistema operativo Kindle Fire OS passando alla release 3.0 basata sul core di Android 4.2. I miglioramenti si vedono tutti, soprattutto in termini di velocità e fluidità dell’interfaccia. Il lavoro di Amazon però non si è fermato ai cambiamenti “dietro le quinte”, ma ha interessato anche l’interfaccia utente che diventa più completa senza però rinunciare ai suoi punti cardine. Amazon è un sito di e-commerce, e il suo sistema operativo è profondamente condizionato da ciò: da una parte, infatti, mette in primo piano la fruizione dei contenuti acquistati dal portale di ecommerce, dall’altra permette all’utente di acquistarne di nuovi.

Si esagera dicendo che che Fire OS è un negozio piuttosto che un sistema operativo, ma la logica del negozio è sicuramente ben integrata. Tra le modifiche all’interfaccia apprezziamo la possibilità di sfogliare le app anche in configurazione griglia, subito sotto il tipico carosello delle app più usate. C’è una comoda sidebar per spostarci tra le app aperte, un’ottima barra notifiche alla quale si aggiunge anche la modalità “non disturbare” e tante altre piccole migliorie che sicuramente saranno apprezzate. Il video che abbiamo realizzato, e che pubblichiamo qui sotto, vi mostra meglio l’interfaccia e le diverse novità. Kindle Fire OS è facile da usare e mantiene anche alcuni aspetti di Android stesso: il trasferimento dei documenti, ad esempio, viene fatto semplicemente in drag & drop dopo aver collegato il tablet via USB, cosa che non si può fare con altri tablet.

 Tra le cose da migliorare troviamo sicuramente il browser Silk e la sezione di produttività: il browser non è veloce e scattante come un mobile Safari o Chrome su tablet Android, soprattutto con i siti molto pesanti. Amazon sfrutta il suo Cloud per ottimizzare le pagine richieste prima di inviarle al tablet, e talvolta la lentezza di rendering della pagina è dovuta proprio a questo. Purtroppo non è possibile scaricare in modo “semplice” un altro browser sul Kindle, ma lo smanettone ce la farà e potrà caricare anche Google Play con i servizi Google e le App. Il cuore di Fire OS è Android, non ci sono motivi per i quali una apps di Google Play non dovrebbe funzionare. Disabilitando la protezione sul caricamento di applicazioni di terzi è anche possibile caricare app senza passare dallo store, ma questa è un’opzione da utente evoluto e sicuramente fuori target per questo tablet.

Passando invece allo store ufficiale possiamo dire che è ben fornito, e tra le cose buone va sicuramente ricordata la possibilità di scaricare un’app premium gratuita al giorno (la sceglie Amazon, però). Le applicazioni più interessanti ci sono, ma molte mancano ancora: considerando il display super definito, ci è capitato di installare qualche applicazione ancora non ottimizzata per questa risoluzione e abbastanza brutta da vedere. Se parliamo di ecosistema, Apple è ancora avanti, e il gap per qualità e quantità di app è ancora molto elevato: Amazon si difende benissimo sotto il profilo dei contenuti, tuttavia in Italia molte funzioni non sono disponibili.

C’è un’altra situazione da considerare che forse non volge molto a favore del Kindle: Amazon ha reso disponibili le sue app per iOS (Kindle, CloudPlayer) e per Android (Kindle, CloudPlayer e AppStore) e questo vuol dire che gli utenti che hanno acquistato tanti ebook possono scegliere altri prodotti per godere dei loro acquisti. Allo stesso modo, chi compra un tablet come il Nexus 7 e ci installa lo store di Amazon e l’app Kindle si trova in mano un prodotto che ha le stesse app e gli stessi contenuti del Fire HDX.

Molti potrebbero quindi chiedersi che senso abbia acquistare questo tablet se si possono fare le stesse cose anche con un Android, ma qui il Kindle può sfoggiare non solo le sue impareggiabili doti hardware (autonomia, peso, display, audio) ma anche un’interfaccia che, come già detto, si impara in pochi minuti e può essere usata da tutti, nonne e bambini inclusi.

Un’ultima considerazione sull’aspetto produttività: Kindle Fire HDX guarda anche in questa direzione fornendo un calendario, un client mail soddisfacente e una gestione documenti con possibilità di inviare in stampa file su stampanti wireless. Purtroppo non c’è una perfetta integrazione con le app cloud di Microsoft e Google, quindi chi sfrutta SkyDrive o Google Drive per gestire documenti si troverà in difficoltà. Hardware eccellente per un tablet semplice, forse troppo

Il Kindle Fire HDX è un tablet potentissimo dal punto di vista hardware ma eccessivamente semplice sotto il profilo dell’interfaccia. È vero che va privilegiata la facilità d’uso, ma il sistema chiuso di Amazon, soprattutto per noi, è un po’ troppo chiuso. Per chi vuole un tablet da sfruttare per la fruizione di contenuti, Fire HDX è perfetto, ma chi invece vuole un prodotto un po’ più “all round” allora potrebbe considerare un altro tablet e caricare le app di Amazon. Amazon è affezionata a Fire OS e fa bene, perché l’interfaccia è semplice e davvero per tutti, ma dovrebbe valutare anche una versione più “Android” con Google App a bordo, magari facendo pagare un sovrapprezzo.

Nexus 7 (2013)

ando a settembre dello scorso anno ho acquistato la prima generazione del Nexus 7, l’impressione immediata è stata quella di avere tra le mani un ottimo prodotto. Un buon compromesso tra prezzo contenuto, prestazioni elevate, un design piacevole e tanto altro ancora. Display full HD da 7 pollici con una densità di 2.3 milioni di pixel in soli 290 grammi.

E’ bastato giocherellarci un po’ e, neanche dieci minuti dopo che l’avevo tirato fuori dalla scatola, ha cominciato a mostrare i primi segni di una realizzazione poco attenta che della prima impressione ha lasciato ben poco. Lo schermo sul lato sinistro risultava staccato dalla scocca di plastica. L’effetto era quello di un fastidioso su e giù ogni volta che pigiavo con un dito sulla sua superficie. La ricarica della batteria spesso non funzionava. A un certo punto il dispositivo ha smesso di accendersi. L’assistenza Asus è stata un incubo. Da settembre sono riuscito a risolvere la questione a gennaio. E’ andato avanti con numerosi difetti fino agli inizi di giugno. Poi ha smesso di accendersi ed è diventato una specie di reliquia che tengo nel cassetto della scrivania. Un vero peccato. Perché la prima versione del Nexus 7, al netto di questi spiacevoli, tanti, troppi problemi, era il miglior tablet Android in circolazione.

Il confronto: iPad mini, nuovo Nexus 7 e prima versione del Nexus 7. Rispetto alla prima versione, il nuovo Nexus 7 è più sottile e lo schermo estremamente più nitido.

Quando poche settimane fa ho avuto la fortuna di avere in anteprima la nuova versione del Nexus 7 ero un po’ scettico. E invece, dopo giorni intensi di utilizzo, ogni dubbio si è del tutto dileguato. La sensazione che Google e Asus abbiano fatto un enorme passo avanti rispetto alla generazione precedente è palpabile in ogni aspetto.

Il tablet è sottilissimo e ultraleggero, pesa appena 290 grammi contro i 331 di un iPad Mini. Il design è molto curato, molto più elegante di quello dei più diffusi tablet Samsung dal cuore Android. L’impugnatura con una mano risulta solida e pratica. Basta poi accenderlo per accorgersi che lo schermo full HD da 7 pollici è senza dubbio uno dei maggiori punti di forza di questo Nexus. Brillante, dai colori molto profondi, ben bilanciati e dalla nitidezza che non ha nulla da invidiare al display retina dell’iPad. La densità dei pixel rende il testo, anche quando i caratteri sono di dimensione molto piccola, perfettamente leggibile senza sfocature o sbavature attorno ai bordi delle lettere.

Se siete amanti dei libri, anche per la sua forma allungata, è il dispositivo più adatto per godervi una piacevole lettura. Vale però sempre la solita raccomandazione che affligge tutti i dispositivi in circolazione che hanno uno schermo lucido: se siete all’esterno, con molta luce, anziché lo schermo, l’unica cosa che riuscirete a vedere sarà la vostra faccia riflessa sopra.

Le prestazioni sono eccellenti. Il processore quad-core Qualcomm Snapdragon e i 2 GB di RAM lavorano che è una meraviglia. Le interazioni sono fluide, la latenza impercettibile. La durata nominale della batteria è sulle 11,5 ore. Utilizzandolo di continuo con una connessione wi-fi attiva ho notato non supera le sette. Con i giochi, specialmente quelli che richiedono risorse alla scheda grafica, la durata si riduce all’incirca sulle quattro ore.

La fotocamera posteriore da 5 megapixel non convince. Costituisce sicuramente un elemento da migliorare. Le foto risultano spesso sovraesposte o con troppo rumore di fondo. Il nuovo Nexus 7 è stato dotato di una fotocamera posteriore da 5 megapixel che non era invece presente nella prima generazione. La qualità delle foto non è niente di che. I colori appaiono poco saturi, le foto sovraesposte in condizioni di luce normali, e con troppo rumore di fondo negli ambienti interni con luce ridotta.

In definitiva questo Nexus 7 è uno dei migliori tablet Android presenti sul mercato. Pratico, bello da vedere e piacevole da utilizzare. Un compromesso eccellente tra prezzo, qualità dei materiali costruttivi e prestazioni. L’integrazione coi servizi Google è eccellente. Paragonato all’iPad mini risulta un prodotto di tutto rispetto che vale la pena provare e valutare attentamente come alternativa ad Apple. Come voto, un 9 pieno.

Microsoft Surface 2

Surface 2 è il protagonista della nostra recensione di oggi: come si comporta la nuova “tavoletta” intelligente con sistema operativo Windows RT 8.1? Microsoft ha svelato la nuova generazione dei tablet di casa ossia Surface 2 e il fratello maggiore Surface Pro 2 a seguito di un evento speciale negli USA lo scorso ottobre e usciti ufficialmente in settimana in 22 mercati tra cui c’è anche l’Italia. La nuova famiglia di tablet trasformabili punta su diverse migliorie non solo a livello software, ma anche a livello strutturale e di accessori con una tornata di nuove presentazioni che riguardano anche tutti gli extra legati. Scopriamo insieme la review così come tutti i dettagli.

In cosa cambia rispetto alla generazione precedente? Aumenta la velocità e le performance in prestazioni e elaborazione, si allunga la vita della batteria, migliora anche la fotocamera sia come risoluzione sia come visualizzazione e si rende più gestibile il dispositivo anche con un appoggio non così stabile. Il sistema operativo passa a Windows RT 8.1 e – come extra – i nuovi acquirenti potranno godere di chiamate gratuite via Skype per un anno verso telefoni fissi in oltre 60 paesi, il servizio Skype WiFi illimitato per un anno o in più di 2 milioni di hotspot in tutto il mondo e uno spazio di 200 GB sulle nuvole di SkyDrive per due anni. In più, Office 2013 RT già pronto. Esteticamente è davvero di grande interesse grazie alla “pelle” metallica che conferisce un senso di pulizia e solidità, lo stand sul retro può regolare l’inclinazione di 24° per la scrivania e 45° per usarlo poggiandolo sulle gambe, ma è decisamente più comoda la prima soluzione. I pulsanti fisici: bilanciere volume e zoom e accensione e spegnimento. Gli ingressi/uscite: slot microSD, jack cuffie, uscita microHDMI, porta USB 3.0, connettori espansione. Infine, altoparlanti sui lati.

La scheda tecnica di Surface 2? C’è un processore NVIDIA Tegra 4, batteria dalla durata di 10 ore in video, schermo touchscreen HD ClearType da 10,6 pollici con supporto 1080p, porta USB 3.0, fotocamera da 3,5 megapixel sul fronte e da 5 megapixel sul retro, entrambe con videorecording in Full HD, in più maggiore sottigliezza e minor peso. Che differenza c’è con i fratello maggiore Surface Pro 2? Quest’ultimo include un processore Intel Core i5 di quarta generazione e si rende disponibile a un prezzo da 889 Euro con memoria da 64 GB e da 128 GB e 4 GB di RAM oppure 256 GB e da 512 GB con 8 GB di RAM fungendo da vero Ultrabook più che da tablet. Ritornando su Surface 2, il processore è un Tegra 4 (T40) a 1,7 GHz con 2 GB di RAM, riscontriamo uno spessore di 9 mm e un peso di 675 grammi, mentre il display Clear Type da 10,6″ offre una risoluzione 1.920×1.080 pixel, ci sono due fotocamere da 3.5 e 5 megapixel. Lato software, oltre a Office segnaliamo la presenza delle rinnovate apps multimediali Xbox Movies e Xbox Music e per il ritocco fotografico, davvero molto comode.
Dunque Microsoft ci riprova, dopo che il primo modello non ha riscontrato il successo immaginato.

Il secondo farà meglio? Di sicuro la mancanza del modulo LTE non aiuta così come la mancanza di un market store di applicazioni corposo come quello, ad esempio, dei rivali di Apple e Android. Infine il conflitto “interno” con Nokia 2520 appena presentato, che sembra il “fratello” venuto leggermente meglio. In realtà la qualità dei materiali è notevole, la presa è sicura e stabile e conferisce in generale un’esperienza più che soddisfacente a chi dà molta importanza al lato estetico. Lo schermo è reattivo e comodo da utilizzare anche se la qualità visiva non è stupefacente. Molto bene le fotocamere (soprattutto per un tablet e soprattutto viste quelli precedenti). Il processore così come il sistema operativo non “laggano” mai nemmeno quando si spreme per bene il dispositivo, come ad esempio con i videogiochi più complessi. Lodevole la presenza di Office RT incluso (con Outlook, Word, Excel, PowerPoint e OneNote). A differenza del fratello maggiore Pro, il secondo Surface (così come il primo, RT) non può installare qualsiasi software o programma ma solo quelli compatibili presenti sullo store. Rapporto qualità/prezzo? Di sicuro pende a favore dell’utente finale, per tutti i motivi sopra elencati.

Nexus 10

Sono passati pochi mesi dall’uscita del Nexus 7, il mini tablet Android che per primo ha saputo veramente conquistare i cuori degli utenti. La formula vincente era la più banale ed efficace: prezzo concorrenziale e prestazioni al top. Ora la versione large vuole imporsi sui concorrenti di pari stazza giocando ancora su qualità ed economia. Ma l’arena dei è molto affollata.

Nexus 10, pensato da Google e costruito da Samsung, mostra chiaramente l’impronta dei due giganti della tecnologia: le linee del tablet prediligono le curve in modo simile a quanto visto negli ultimi Galaxy S, mentre la forma della tavoletta è ovaleggiante e poco convenzionale, con angoli fortemente arrotondati che permettono di reggere il Nexus in ogni situazione senza fastidi.

Ma se il nuovo tablet Google si lascia ammirare anche da spento, una volta acceso ti fa spalancare la bocca. Il display impacchetta un numero di pixel che batte ogni record della categoria e non solo: 2560×1600 punti, là dove l’ultimo iPad si ferma ad appena 2048×1536 e pochi laptop arrivano con fatica al Full HD.

Anche l’angolo di visione e la fedeltà dei colori sono ok, ma il fulcro del Nexus 10 è proprio la definizione. Con una buona vista, non hai neanche bisogno di zoomare le pagine web più dense di testo, mentre i contenuti dai caratteri più grandi sono indistinguibili dagli omologhi su carta stampata. In generale, testo e immagini sono gli inquilini prediletti del tablet Google: oltre al web quindi ci sono in cima i social network, ma anche feed di notizie, email e foto.

Il sistema operativo (Android 4.2) e il processore (un potente Exynos 5 dual core supportato da ben 2 GB di RAM) rendono l’esperienza scattante e fluida, oltre che visivamente appagante. Tuttavia, uno schermo così avanzato non è esente da effetti collaterali: le app dell’ecosistema messo in piedi da Google non sono tutte pensate per sfruttare una risoluzione del genere (molte a dire il vero non sono neanche pensate per i tablet). Il risultato è che le interfacce di alcuni programmi mostrano voragini di spazio vuoto fra un contenuto e l’altro. Facebook è l’esempio lampante: molto meglio utilizzare la versione web in modalità desktop, che però è meno pratica e touch friendly dell’app ufficiale.

Le altre componenti sono di alto livello, ma al pari con i migliori tablet Android in circolazione: ci sono una fotocamera decente da 5 Mpixel con flash più una frontale da 1,9, GPS con glonass, NFC, Bluetooth (anche se in versione 3.0). A dire il vero, la mancanza di un’opzione per il collegamento cellulare e d uno slot microSD si sono fatte sentire nella nostra prova, ma il giudizio finale resta comunque ampiamente positivo: certo, se cerchi qualcosa di specifico come il pennino del Galaxy Note 10.1 o l’aggancio alla tastiera della serie Transformer Pad il Nexus 10 non farà per te. Ma al netto di accessori e nicchie particolari, il tablet Android di Samsung e Google è quello più avanzato sulla piazza. Peccato, che come il Nexus 4, non sia distribuito in Italia: devi comprarlo all’estero o – paradossalmente – cercarlo su Amazon.

Author: Fulvio Presi

Mi chiamo Fulvio. Mi piacciono gli smartphone, computer e videogiochi. Scrivo per GuideSmartPhone articoli basati principalmente sulla tecnologia. Spero di esservi stato d'aiuto!