OLED o QLED: qual è la migliore tecnologia di schermo per Smart TV 4K?

By | Maggio 23, 2019

Negli anni delle televisioni con il “tubo”, comprare una TV era qualcosa di semplice: una volta scelta la dimensione dello schermo, il marchio che ti offriva più garanzie (o il prezzo migliore) e tenevi già il dispositivo poggiato su un grande mobile a casa tua. Ma man mano che i dispositivi sono diventati più sofisticati, le scelte sono aumentate: HD o Full HD? Intelligente o no? Con o senza 3D? Plasma o LCD?


Oggi viviamo un’altra transizione, per i televisori “Ultra HD” con schermi a risoluzione 4K o 8K. E una nuova battaglia tra le tecnologie si sta combattendo nei negozi: display OLED e QLED. La  prima tecnologia è stata adottata da molti produttori, ma ha lo stigma di burn-in o macchie sull’immagine. L’altra ha meno disponibilità, ma offre un prezzo più basso e promette una maggiore durata. Qual è la scelta migliore? Questo è ciò che spiegheremo in questo articolo.

QLED vs. OLED vs. MicroLED, qual è la migliore tecnologia?

Come funziona OLED

La tecnologia OLED è stata creata dagli ingegneri Kodak nel 1987. Il suo nome, “Diodo a emissione di luce organico” deriva dalla sua costruzione: un sottile film di composti organici è posto tra due conduttori ed emette luce quando riceve la corrente elettrica. Il colore della luce varia a seconda della composizione del film, e poiché ogni “spot” sullo schermo emette luce propria, non è necessario un controluce con lampade fluorescenti o LED bianchi per illuminare lo schermo.

La tecnologia OLED presenta alcuni vantaggi: la prima è che, poiché ogni punto emette un colore primario, sono molto più vividi e precisi, in contrasto con gli schermi LCD in cui la retroilluminazione bianca viene “filtrata” per generare colori.

QLED vs OLED qual è la differenza e perché è importante …

Inoltre, poiché non emette luce, un punto cancellato è completamente nero, il che migliora il contrasto e riduce il consumo energetico. Inoltre, erogando la retroilluminazione, i televisori OLED possono essere molto più sottili e con i moderni pannelli OLED flessibili è possibile creare schermi curvi.

Il problema è che i componenti organici utilizzati nei pannelli OLED possono degradarsi con il tempo di utilizzo, perdere la loro luminosità o presentare “macchie” sullo schermo, il famoso “burn-in” molto in “voga” per le prime generazioni di questa tecnologia.

Come funziona la tecnologia QLED

QLED è uno dei tanti nomi commerciali della tecnologia con un nome ancora più interessante: “Quantum Dots” o “Quantum Dots”. Lavorano su cristalli microscopici (misurati in nanometri, un miliardesimo di metro) che hanno una proprietà speciale: possono assorbire la luce a una certa lunghezza d’onda (come il blu o l’ultravioletto) ed emettere luce ad un’altra frequenza, visibile ai nostri occhi come un colore specifico.

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Il colore di un punto si basa sulla dimensione dei cristalli, che vanno dal rosso (il più piccolo) al viola (il più grande) e tutti i colori tra di loro. Il vantaggio è che, poiché i cristalli sono stabili nel tempo, il loro colore e la loro luminosità non cambiano mai in contrasto con la tecnologia OLED. E poiché emettono colori “puri”, sono luminosi e vivaci come su uno schermo OLED.

Ma come ho detto, i punti su uno schermo QLED non emettono luce propria e devono essere retroilluminati, il che rende la costruzione dello schermo molto simile a quella di uno schermo LCD. Per questo motivo, l’immagine non ha il perfetto contrasto infinito e nero degli schermi OLED, e gli angoli di visione sono un po’ più ristretti.

Inoltre, gli schermi QLED hanno un tempo di risposta più elevato rispetto agli schermi OLED, che potrebbero renderli meno adatti ai giochi che richiedono una reazione rapida. Ma come vantaggio il costo di produzione dei pannelli è inferiore, il che può rappresentare un buon risparmio per il consumatore.

Le differenze tra TV LED vs. TV OLED

Come ho già detto, QLED è un nome commerciale, utilizzato da Samsung e da società affini come HiSense e TCL. Già Sony chiama la stessa tecnologia “Triluminos” e LG ha una tecnologia simile chiamata “NanoCell”.

Cos’è Burn-In?

È giunto il momento di spiegare che cos’è un tale burn-in. Questo effetto è causato dalla degradazione disomogenea di alcuni punti dello schermo, causata da immagini statiche con colori vivaci o alta luminosità visualizzati per lunghi periodi di tempo. Il risultato è una “ombra” o sfocatura nell’immagine, visibile in luoghi in cui sono presenti elementi costanti come la marca del trasmettitore nell’angolo dello schermo, il punteggio in una partita di calcio o i pannelli di stato in un gioco di tiro.

Questo effetto è già avvenuto sui televisori al plasma e può verificarsi anche sugli schermi OLED. Ad esempio, se hai uno smartphone vecchio con schermo OLED, potresti aver notato delle “ombre” nei punti sullo schermo in cui sono presenti immagini come i pulsanti di navigazione o la barra di stato nella parte superiore dello schermo. Questo è il burn-in.

I produttori sono consapevoli di questo problema e includono nei loro dispositivi tecnologie per mitigare il problema come “Pixel Shifter”, che modifica costantemente la posizione dell’immagine in modo che nulla rimanga “fermo” sullo schermo per lungo tempo, o algoritmi che rilevano parti dell’immagine che può causare problemi e limitare la loro luminosità, riducendo le possibilità di degrado.

Inoltre, la composizione stessa dei pannelli OLED è cambiata e con ogni generazione i composti sono più stabili e durevoli. A gennaio di quest’anno il canale RTings su YouTube ha testato 9 televisori che sono stati pesantemente utilizzati (20 ore al giorno, in 5 periodi di 4 ore ciascuno) per un anno. E i risultati sono stati promettenti.

Sebbene gli schermi soggetti a un uso estremo (luminosità massima in ogni momento e immagini con molti elementi statici come un canale di notizie) abbiano mostrato burn-in, la conclusione generale è che l’utente tipico guarda contenuti assortiti 5 a 6 ore al giorno, probabilmente non avrai mai questo problema.

Gli schermi QLED, a loro volta, sono molto meno sensibili al problema. Samsung, per esempio, offre una garanzia di 10 anni contro il burn-in sui suoi modelli.

Quindi, scelgo OLED o QLED?

La risposta è … dipende. In pratica, è improbabile che tu debba preoccuparti del “burn-in”, specialmente sui modelli più recenti. Il fattore più importante è il prezzo: ti ricordo che gli schermi QLED hanno un costo di produzione inferiore rispetto agli OLED. Quindi, questo si riflette anche sul prezzo inferiore dei telefoni.

La differenza è più evidente sugli schermi “più piccoli” da 55 pollici. Facendo una rapida ricerca su un sito comparatore di prezzi, abbiamo trovato un 55″ LG NanoCell 4K TV per circa € 3,300. Samsung ha un modello QLED simile per € 4,200. Il modello OLED più economico di LG ha un prezzo di R € 5,700. Cioè, coloro che scelgono QLED possono risparmiare fino a R € 2,400.

La differenza rimane nelle taglie più grandi. Abbiamo trovato un 65″ LG NanoCell 4K TV per € 6,900. Samsung ha un modello QLED simile per € 7,400, mentre il più economico OLED 4K OLED, anch’esso un modello di LG, costa € 11.000.

Una cosa è certa: OLED o QLED, una volta che hai una TV di questo tipo, non vorrai più tornare indietro.

E tu, stai pensando di comprare una TV 4K? Qual è la tecnologia è più interessante per te?

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Author: Morgana Presi

Mi chiamo Morgana e non sono una fata. Scrivo di tanto in tanto per Guidesmartphone.net articoli che parlano di tecnologia. Mi piace scrivere di smartphone. Nella vita studio.

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