Scarica Immuni, l’app anti-coronavirus

Scarica Immuni, l'app anti-coronavirus

Come scaricare Immuni, l’app anti-coronavirus. Immuni è libera, gratuita, anonima e senza geolocalizzazione. L’app è stata scelta perché ritenuta più idonea per la sua capacità di contribuire tempestivamente all’azione di contrasto al Covid19, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy.


È quanto si legge nell’ordinanza firmata dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, che ha firmato il contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società che l’ha creato.

In Italia il Governo ha emanato il nuovo Dpcm 11 marzo che prevede ulteriori misure restrittive su tutto il territorio nazionale per contrastare l’emergenza coronavirus.

Chiusura dei parrucchieri e centri estetici. Resteranno aperti alimentari, benzinai, edicole e tabacchi oltre a farmacie e parafarmacie, ottici ed altri eservizi commerciali per generi di prima necessità come quelli per la cura degli animali. Le industrie resteranno aperte ma con “misure di sicurezza”, cioè purché garantiscano iniziative per evitare il contagio.


Le aziende coinvolte nella App “Immuni” per tracciare i possibili contagi da coronavirus sono tre: Bending Spoons, che realizza l’infrastruttura, il Centro Medico Sant’ Agostino di Luca Foresti e il colosso dell’e-marketing Jakala, guidato da Matteo de Brabant. Tutte con sede a Milano. Bending Spoons, riporta il Fatto quotidiano di Marco Travaglio, è stata fondata da quattro ragazzi nel 2013 – Francesco Patarnello, Luca Ferrari, Matteo Danieli e Luca Querella -e sviluppa applicazioni che hanno avuto decine di milioni di download.

In osservanza delle linee guida sulla tutela dei dati personali adottate a livello europeo, Immuni: – garantirà l’anonimato – non utilizzerà la geolocalizzazione (come avviene in Corea del Sud, per esempio) – sfrutterà la connettività Bluetooth – avrà base di utilizzo volontaria L’app in sostanza dovrebbe consentire agli utenti di tenere un forte controllo sui propri dati.

I contatti avuti con gli altri vengono tracciati, ma restano ‘bloccati’ nello smartphone dell’utente fino a quando non si ha certezza che la persona che l’ha installata sul proprio cellulare è risultata positiva al test del Covid-19. A quel punto la persona stessa può dare il consenso al trattamento dei propri dati conservati sul cellulare, permettendo quindi di rintracciare tutti quelli con cui è entrata in contatto nei giorni precedenti.

L’app, da quanto si è appreso finora, si compone di due parti: un registro sullo stato di salute della persona e della sua eventuale sintomatologia, se affetta da coronavirus, e un tracciamento dei contatti che consentirà al software di riconoscere e tenere memoria dei dispositivi con cui lo smartphone del paziente è entrato in contatto. Nessuno dei dati raccolti verrà raccolto o diffuso prima che il paziente, se affetto da covid-19, abbia deciso di dare il consenso al loro utilizzo. 

L’app Immuni è un registro sullo stato di salute della persona. Vi sono indicati i dati che l’utente sceglie di inserire (un po’ come per le app di salute o fitness): sesso, età, malattie pregresse, farmaci assunti. Bisognerà aggiornare quotidianamente il diario con eventuali sintomi e dettagli sullo stato di salute. Come avviene anche per chi usa l’app AllertaLOM (CercaCovid) della Regione Lombardia.

Scaricata la app Immuni, effettua il tracciamento dei contatti via Bluetooth: Il Bluetooth consente di rilevare la vicinanza di due smartphone (bisognerà capire quali sono i parametri di distanza che saranno adottati). L’utente potrà quindi sapere se è venuto in contatto con una persona positiva al COVID-19.

Sarà inoltre possibile ripercorrere tutti gli incontri di una persona positiva per tracciare e isolare i potenziali contagiati: l’app conserva infatti un registro con i codici identificativi anonimi di tutti gli altri smartphone in prossimità dei quali si è stati vicino.

Bluetooth o Gps? Al di là degli aspetti legati alla privacy, la tecnologia bluetooth sembra costituire un sistema più performante in materia di contact tracing. Il bluetooth infatti certifica che due telefoni si sono incontrati in maniera diretta e immediata. Con i sistemi di geolocalizzazione, che comunque possono avere un margine di errore di qualche metro, si colloca una persona in una certa posizione.

La app Immuni si può scaricare liberamente, (appena possibile) nessuno sarà obbligato ad installarla, ma il download sarà solo su base volontaria. E’ composta da due parti. La prima è un sistema di tracciamento dei contatti che sfrutta la tecnologia Bluetooth, attraverso cui rilevare la vicinanza tra due smartphone nell’ordine di un metro.

Una volta finito di scaricare Immuni, la app conserva sul dispositivo di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti gli altri dispositivi ai quali è stata vicino entro un certo periodo. Nel caso in cui si venga sottoposti a test per Coronavirus, con un codice il cittadino può caricare su un server su cloud i dati raccolti dalla sua app, compresa la lista anonima delle persone a cui è stato vicino.

Il server a sua volta calcola per ogni identificativo il rischio di esposizione all’infezione sulla base di parametri come la vicinanza fisica e il tempo, e genera una lista degli utenti più a rischio, ai quali è possibile inviare una notifica sullo smartphone.

Ma la app presenta anche, ed è questa la seconda funzione, una sorta di diario, nel quale a ciascun utente verranno chieste alcune informazioni rilevanti riguardanti anche la propria salute e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi. Da questo sito, sarà possibile scaricare Immuni, quando sarà rilasciata.

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